








Grazie per le foto a Nicolo Miana.
Fuoripista Arabba, aprile 2011
Radiazione solare Veneto
Dalla cartografia da ISTAT (http://www.istat.it/ambiente/cartografia/), dalla carta tecnica regionale del Veneto (http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/Sistema+Informativo+Territoriale+e+Cartografia/Infrastruttura+Dati+Territoriali/Informazione+sui+prodotti/CartaTecnicaRegionale/) e dalla distribuzione della radiazione solare europea (http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/download/download.htm) è possiible creare una mappa della radiazione solare per ogni comune della Regione.
Sovrapponendo la mappa dei fabbricati (edifici civili, industriali, stalle, allevamenti, etc) si ottiene la radiazione solare disponibili su delle aree potenzialmente interessanti per produrre energia elettrica o termica.
Fuoripista per i canali di Arabba
Nella zona di Passo Padon, tra Arabba e Malga Ciapela ci sono alcuni canalini molto interessanti: neve spesso polverosa, rientro agli impianti e pendenze non troppo sostenute.
Due passi a Berlino
Se capitate a Berlino consiglio di fare questa passeggiata serale:
- partire da Alexander Platz,
- proseguite per il vialone Unter den Linden,
- attraversate la famosa Porta di Brandeburgo,
- proseguite verso il Bundestag ed infine
- dirigetevi verso la stazione centrale Haupfbanhof.
Il nucleare in Italia: si riparte?
Studio Ambrosetti sul nucleare: il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo
E’ finalmente online lo studio di House Ambrosetti sul nucleare: nucleare in italia (clicca e salva con nome).
Lo studio, al quale ho partecipato elaborando i 3 scenari (domanda, mix di generazione, emissioni e costi), fa una “infintià di infinitamente interessanti” considerazioni. Consiglio a tutti di leggerlo, o meglio, di sfogliarlo (sono 300 pagine) e di farsi un’idea su questa tecnologia.
Se volete lasciare dei commenti sarò ben felice di rispondere.
Consiglio inoltre questo podcast di Radio24, si tratta della trasmissione di Oscar Giannino di Martedi 6 settembre. A parte il commento finale di un ascoltatore, la trasmissione offre uno spaccato della visione “meno anti-nucleare” italiana. Il podcast lo potete scaricare da qui: Radio24, Oscar Giannino e il nucleare (tasto destro, salva con nome).
Consiglio infine la lettura di questo libro (che non ho ancora finito di leggere)
La paura del nucleare. Da dove viene, quanto costa di Risoluti Piero Dettagli del Libro: Autore: Risoluti Piero Editore: Armando Genere: ingegneria e attivita affini Argomento: energia nucleare rifiuti Collana: I libri di Kronos Pagine: 144 ISBN: 8860816998 ISBN-13: 9788860816993L’asteroide B 612
Avevo cosi’ saputo una seconda cosa molto importante!
Che il suo pianeta nativo era poco piu’ grande di una casa.
Tuttavia questo non poteva stupirmi molto.
Sapevo benissimo che, oltre ai grandi pianeti come la Terra, Giove, Marte, Venere ai quali si e’ dato un nome, ce ne sono centinaia ancora che sono a volte cosi’ piccoli che si arriva si’ e no a vederli col telescopio.
Quando un astronomo scopre uno di questi, gli da’ per nome un numero.
Lo chiama per esempio: “l’asteroide 3251″.
Ho serie ragioni per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe e’ l’asteroide B 612.
Questo asteroide e’ stato visto una sola volta al telescopio da un astronomo turco.
Aveva fatto allora una grande dimostrazione della sua scoperta a un Congresso Internazionale d’Astronomia.
Ma in costume com’era, nessuno lo aveva preso sul serio. I grandi sono fatti cosi’.
Fortunatamente per la reputazione dell’asteroide B 612 un dittatore turco impose al suo popolo, sotto pena di morte, di vestire all’europea.
L’astronomo rifece la sua dimostrazione nel 1920, con un abito molto elegante.
E questa volta tutto il mondo fu con lui.
Se vi ho raccontato tanti particolari sull’asteroide B 612 e se vi ho rivelato il suo numero, e’ proprio per i grandi che amano le cifre.
Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali.
Non si domandano mai: “Qual’e’ il tono della sua voce?
Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?”
Ma vi domandano: “Che eta’ ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi:
“Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto”" loro non arrivano a immaginarsela.
Bisogna dire: “Ho visto una casa di centomila lire”, e allora esclamano: “Com’e’ bella”.
Cosi’ se voi gli dite: “La prova che il piccolo principe e’ esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora.
Quando uno vuole una pecora e’ la prova che esiste”.
Be’, loro alzeranno le spalle, e vi tratteranno come un bambino.
Ma se voi invece gli dite: “Il pianeta da dove veniva e’ l’asteroide B 612″ allora ne sono subito convinti e vi lasciano in pace con le domande.
Sono fatti cosi’. Non c’e’ da prendersela.
I bambini devono essere indulgenti coi grandi.
Ma certo, noi che comprendiamo la vita, noi che ce ne infischiamo dei numeri!
Mi sarebbe piaciuto cominciare questo racconto come una storia di fate.
Mi sarebbe piaciuto dire:
“C’era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco piu’ grande di lui e aveva bisogno di un amico…”
Per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu’ vero.
Perche’ non mi piace che si legga il mio libro alla leggera. E’ un grande dispiacere per me confidare questi ricordi. Sono gia’ sei anni che il mio amico se ne e’ andato con la sua pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo.
E’ triste dimenticare un amico.
E posso anch’io diventare come i grandi che non s’interessano piu’ che di cifre.
Ed e’ anche per questo che ho comperato una scatola coi colori e con le matite.
Non e’ facile rimettersi al disegno alla mia eta’ quando non si sono fatti altri tentativi che quello di un serpente boa dal di fuori e quello di un serpente boa dal di dentro, e all’eta’ di sei anni.
Mi studiero’ di fare ritratti somigliantissimi.
Ma non sono affatto sicuro di riuscirci.
Un disegno va bene, ma l’altro non assomiglia per niente.
Mi sbaglio anche sulla statura.
Qui il piccolo principe e’ troppo grande.
La’ e’ troppo piccolo. Esito persino sul colore del suo vestito.
E allora tento e tentenno, bene o male.
E finiro’ per sbagliarmi su certi particolari piu’ importanti.
Ma questo bisogna perdonarmelo.
Il mio amico non mi dava mai delle spiegazioni. Forse credeva che fossi come lui.
Io, sfortunatamente, non sapevo vedere le pecore attraverso le casse.
Puo’ darsi che io sia un po’ come i grandi.
Devo essere invecchiato.
Turismo: anche qui è arrivata la competizione
Cosa s’intende per “turismo”?
Il concetto di “turismo” viene percepito in modo radicalmente diverso dalla popolazione. La maggior parte di noi associa alla parola “turismo” concetti come <spiaggia, montagna, museo, riposo, città d’arte, cultura, etc.>. Chi vi lavora invece lo intende come una attività economica. Chi governa un Paese lo intende (o dovrebbe intenderlo) come un potente motore di sviluppo del territorio, un motore in grado di soddisfare molti interessi che però vive in un contesto molto delicato.
Il turismo inteso come attività economica “vive in un mercato”, un mercato fatto di domanda e di offerta. Un mercato sempre più competitivo, basato su risorse naturali e storiche che necessitano di infrastrutture e servizi complementari. Il godimento delle risorse e la cosidetta “esperienza del turista” dipende largamente dai servizi ausiliari offerti dal comprensorio turistico; questo significa che anche nel settore turistico “è arrivata” la competitività e l’importanza delal competenza riveste sempre più un ruolo di importanza nello sviluppo dell’industria turistica.
Ed è proprio la crescita della competitività della concorrenza che sta portando profondi cambiamenti nel settore turistico: località, comprensori, regioni e Paesi vedono nel turismo un’attività che può contribuire all’incremento del loro benessere e si “impegnano” a creare una offerta che incontri la domanda. All’opposto ci sono comprensori, località e Paesi con una notevole tradizione turistica che non si accorgono del cambiamento radicale della domanda e non sono più in grado di seguire il cambiamento della domanda.
E chi non seguirà il cambiamento perderà profitto
Dal 1970 al 1990 il numero dei viaggiatori internazionali è aumentato del 260%. Secondo la World Tourism Organization (UNWTO) si prevedono per il 2010 un miliardo di turisti e nel 2020 ben 1.6 miliardi di viaggiatori.
Quasi l’11% del PIL mondiale è generato dal turismo. Si comprende come il “turismo” sia una risorsa strategica che ogni Paese deve considerare e sviluppare. Trascurare il settore turistico significherebbe perdere enormi capacità di generare benessere e ricchezza.
Sviluppare il turismo, attrarre investimenti nel settore, catturare turisti, trattenerli e soddisfarli sono priorità che ogni Paese, località o comprensorio dovrebbe avere e perseguire: ma come?
World Tourism Organization: sito internet – descrizione da wikipedia:
L’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT è l’acronimo ufficiale in Italiano, mentre UNWTO è l’acronimo inglese di United Nations World Tourism Organization) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Madrid che si occupa del il coordinamento delle politiche turistiche e promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile. Vi partecipano al 2009 161 stati membri e più di 390 membri associati in rappresentanza del settore privato, del turismo scolastico e educativo, delle istituzioni locali di promozione turistica. L’Italia ha aderito all’organizzazione nel 1978. Oltre alla rappresentanza governativa ne fanno parte come “membri affiliati” 24 organizzazioni italiane.

















