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Opendata per "fomentare" la discussione allargata (da comunicare in modo super-partes se possibile)

By  Fabio | Venerdì, 18/11/2016 20:23

Le statistiche, gli opendata e le infografiche possono trasformarsi in grandissime bugie. Avere gli opendata a disposizione non è sufficiente per instaurare un dibattito. Comunicare gli opendata può essere un modo per distogliere l'attenzione verso certi particolari, a volte la rappresentazione degli stessi dati può comunicare verità   molto differenti.

In questa bellissima e sintetica presentazione di Alberto Cottica mi ha molto colpito il potere della comunicazione (a valle dell'elaborazione dei dati grezzi) nel distorcere, o meglio, indirizzare l'informazione.

Gli opendata da soli non sono sufficienti. Chi li elabora e li gestisce deve/dovrebbe rappresentarli nel modo più trasparente e imparziale possibile. O meglio ancora, pubblicandoli deve aprirsi al pubblico / rendersi partecipe ad accogliere critiche, suggerimenti e consigli.

Buona visione: www.youtube.com/watch?v=qt-oYMh3ly0

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By Tablet4n | Lunedì, 2016-11-28 12:27:14

 Tutto molto bello ma io preferisco i giornalisti che chiaramente si schierano e lo affermano. Li preferisco a chi si definisce imparziale.

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Economia circolare e marketing hanno esigenze opposte!

By  Fàbio 2 | Mercoledì, 16/11/2016 9:16

Come possono le tecnologie digitali supportare l'economia circolare? Comunicando al meglio il tema, supportando i processi, velocizzando la diffusione delle buone pratiche.

Dobbiamo ridurre la velocità   del ciclo di un prodotto ma questo va contro i dettami del marketing. Per vendere i propri prodotti le aziende fanno di tutto per rendere obsoleti "a comando" i loro prodotti.

Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all'interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. Per passare ad un'economia più circolare occorre apportare cambiamenti nell'insieme delle catene di valore, dalla progettazione dei prodotti ai modelli di mercato e di impresa, dai metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse alle modalità   di consumo: ciò implica un vero e proprio cambiamento sistemico e un forte impulso innovativo, non solo sul piano della tecnologia, ma anche dell'organizzazione, della società  , dei metodi di finanziamento e delle politiche. Anche in un'economia fortemente circolare permane qualche elemento di linearità  , poiché non si arresta la domanda di risorse vergini e si producono rifiuti residui che vanno smaltiti.

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By Tablet4n | Lunedì, 2016-11-28 12:25:41

 Pensiamo ai cellulari, ogni 2-3 anni siamo obbligati a cambiarli perché non reggono il passo. Come si fa a rendere un collare tra virgolette eterno? Per automobili e case invece le durate sono molto maggiori e non invecchiano perché il software é cambiato.

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Pubblico dominio #open festival: 5 giorni per diffondere la cultura open

By  Fabio | Venerdì, 25/11/2016 21:15

Segnalo con piacere questo festival di 5 giorni che si terrà   a Torino dal 29 novembre a 3 dicembre openFestival2016.

Riporto la descrizione dell'evento dal manifesto, (alcune parti):

Che cosa si intende con il termine pubblico dominio? Il pubblicoDominio è una sorta di "stato di grazia" in cui si viene a trovare un'opera quando, a settant’anni dalla morte dell’autore, sono scaduti i diritti che gravavano su di essa.

Un festival che parte dalle biblioteche, perchè? Il Pubblico dominio open festival nasce in biblioteca (biblioteche pubbliche e accademiche), prende vita all'interno di un servizio pubblico di accesso alla conoscenza e di partecipazione culturale e si diffonde in maniera virale, contagiando in maniera attiva e proattiva le diverse realtà   culturali del territorio.

Il pubblico dominio e i temi della cultura open, inoltre, sono legati al “sistema biblioteca” perché ne investono trasversalmente diversi aspetti, innescando sinergie in svariati ambiti: dalla valorizzazione e digitalizzazione dei patrimoni documentali, al loro ri-uso, all’organizzazione di eventi e attività   culturali.

Per maggiori informazioni: www.pubblicodominiopenfestival.unito.it

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Readers are Leaders (e metodo B.I.G.)

By  Fàbio 2 | Venerdì, 25/11/2016 20:08

Non è un post tecnologico o digitale, ma motivazionale.

Avere successo non significa "fare soldi"! Successo significa realizzarsi, trovare la propria strada e fare quello che ci appaga.

Questo ragazzotto, simpatico molto simpatico, afferma che ci sono 3 modi per raggiungere la propria soddisfazione e quindi raggiungere il successo (personale).

Il primo consiglio, che condivido al 100% è: readers are leaders (chi legge è il leader, da non confondere con il boss). Leggere migliora le persone.

Il secondo è: trovati delle persone che ti ispirino una direzione, circondati da persone che ti spingono ad alzare i tuoi limiti, che hanno la tua stessa visione e che ti aiutano a raggiungerla. Circondati di creatori di ambizione! Circondati dalle persone giuste! I cosiddetti "default friends" vanno bene, ma cerchiamo di circondarsi di persone migliori di te, che siano di stimolo a dare di più. E Daniel dice questa bella frase "Le persone che tu stai cercando, esse stesse ti stanno cercando".

Il terzo consiglio è di porsi goal/traguardi/obiettivi sempre più alti. E scriveteli, metteteli nero su bianco, corredati da non meno di 20 idee da realizzare per raggiungere quel target.

Metodo BIG: Books, Individuals e Goals!

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Come valorizzare i dati pubblici? Come estrarre valore dal patrimonio informativo del settore pubblico?

By  PASemplice | Giovedì, 24/11/2016 16:58

Come valorizzare le informazioni presenti nel settore pubblico? Sono state pubblicate le lineeGuida per, copio incollo, "Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016", si trovano qui, sono i link a fondo pagina sia pdf che odt: www.dati.gov.it/content/linee-guida-open..

Come scritto nella presentazione: rappresentano il documento di riferimento per le pubbliche amministrazioni italiane che rendono disponibili i propri dati in formato aperto. Nel documento vengono proposte una serie di azioni volte a supportare la fruibilità   e il rilascio secondo il paradigma dei dati aperti del patrimonio informativo esposto dalla PA italiana.

Patrimonio informativo pubblico? Che dati sono? A pagina 8 si legge la definizione:

Le presenti linee guida si applicano al dato pubblico, ovvero al dato della pubblica amministrazione conoscibile da chiunque e non soggetto a restrizioni temporali (e.g., diritto all’oblio).

Si escludono pertanto: (i) dati a conoscibilità   limitata come i dati coperti da segreto di stato o le opere d'ingegno coperte dal diritto d'autore; (ii) i dati personali, per i quali trovano applicazione le norme del "Codice in materia di protezione dei dati personali" (i.e., D.lgs n. 196/2003 e Linee guida in materia di trattamento di dati personali ).

Ed ancora: i dati per essere liberi e aperti (opendata) devono essere: disponibili, accessibili e gratuiti.

La guida contiene molti spunti. Mette in chiaro molti aspetti che spesso vengono trascurati.

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Convegno "I Big Data e le professioni del Futuro"

By  Fabio | Martedì, 22/11/2016 8:43

Segnalo questo interessante convegno che si terrà   il 24 novembre nell'auditorium dell'Università   Milano - Bicocca. Allego la locandina e riporto la tematica.

Viviamo in una società   fortemente digitalizzata e sempre più interconnessa, per questo la capacità   di raccogliere, elaborare e analizzare la molteplicità   di informazioni e di dati si traduce in vantaggio competitivo determinante per ogni organizzazione.

Il tema dei Big Data, già   centrale nell’agenda politica e mediatica, è ormai un argomento di crescente rilevanza anche per le aziende e per tutti i soggetti che hanno il compito di formare nuove professionalità  . All’interno di questo scenario, un ruolo fondamentale sarà   giocato dalle figure professionali incentrate sui Big Data. Durante il Convegno “I Big Data e le professioni del futuro”, a cui il Gruppo Adecco in collaborazione con l’Università   degli Studi di Milano-Bicocca ha il piacere di invitarla, affronteremo il tema con diversi esperti di rilievo, provenienti da realtà   aziendali e dal mondo della formazione.

Il Convegno si inserisce all’interno della Bicocca Job Days, settimana di opportunità   dedicata a studenti, laureati, dottori di ricerca e assegnisti, per valorizzare le competenze professionali e conoscere da vicino il mercato del lavoro.

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By Tablet4n | Martedì, 2016-11-22 23:20:45

 Verrà   trasmesso in streaming? Si potrà   seguire in diretta da qualche parte?

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By Fabio | Mercoledì, 2016-11-23 09:03:02

 Sembra proprio di no, di solito quando è disponibile un periscope o un qualsiasi altro sistema di streaming per la diretta lo scrivono nella locandina.

Magari viene registrato e messo su youtube nei giorni dopo il convegno.

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Lisbona: sarà la nuova capitale delle startup in Europa?

By  Fabio | Martedì, 15/11/2016 18:55

Solo pochi anni fa Lisbona e il Portogallo in generale non navigavano in buone acque, anzi, l'iniziale dei paesi "PIGS" era proprio il Portugal.

Dopo essersi rimboccati le maniche però, gli amministratori portoghesi hanno fatto un ottimo lavoro tanto da riuscire ad attrarre negli ultimi anni alcune delle migliori startup a livello europeo.

Se ne parla in questo articolo: www.weforum.org/agenda/2016/11/forget-be..

Already Lisbon has earned the right to host Europe's biggest tech conference, Web Summit, this month. Now hopes are high that this will accelerate investment in new ventures, and reverse a brain drain of young entrepreneurs following Portugal's deepest economic slump in 40 years.

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By F. Libero | Martedì, 2016-11-15 19:24:56

 Complimenti al Portogallo! In Italia la situazione è molto diversa: attualmente c'è un fuggi-fuggi generale di molti dei migliori cervelli, sostituiti da, per carità   nulla di negativo, persone poco formate e di diversa cultura. Di certo non futuri (almeno a breve) imprenditori o fondatori di start up.

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By Tablet4n | Martedì, 2016-11-22 23:33:16

 Scusate ma come può Lisbona competere Berlino e con la non più comunitaria Londra?

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La scuola (come era concepita fino a qualche anno fa) uccide la creatività

By  testuser01 | Domenica, 20/11/2016 22:04

Questo discorso sulla formazione è uno dei più visti in assoluto di tutti i tedx. Ken Robinson con una sagacia fuori dal comune porta delle argomentazioni a favore della tesi che "l'organizzazione scolastica attuale uccide la creatività  ".

L'attuale sistema formativo è basato sulla società   post-rivoluzione industriale, centrato sul formare per trovare un lavoro (industriale). Ora il mondo è completamente diverso, abbiamo soddisfatto in modo egregio una categoria di bisogni, quindi il futuro dell'istruzione deve facilitare il soddisfacimento dei bisogni di categoria superiore.

Il centro di tutto il discorso di Ken Robinson è questo:

Il nostro sistema educativo è basato sull'idea di abilità   accademiche. E c'è una ragione. Tutto il sistema è stato inventato – in tutto il mondo non c'erano scuole pubbliche prima del XIX secolo. Furono create per venire incontro ai fabbisogni industriali. Quindi la gerarchia è fondata su due idee. Numero uno: che le discipline più utili per il lavoro sono in cima. Voi probabilmente siete stati benignamente allontanati da cose che vi piacevano da bambini a scuola, sulla base che non avreste mai trovato un lavoro facendo quello, no? Non fare musica, non diventerai un musicista; non fare arte, non sarai un artista. Avvisi benevoli – ma ora profondamente sbagliati. Il mondo intero è in subbuglio. E, punto secondo, è l'abilità   accademica che oggi domina la nostra idea d'intelligenza, perché le università   hanno creato il sistema a loro immagine. Se ci pensate, tutto il sistema della pubblica istruzione, in tutto il mondo, si concentra sull'ammissione all'università  . E la conseguenza è che tante persone di talento, persone brillanti, creative, credono di non esserlo. Perché la cosa per la quale erano bravi a scuola non le si dava valore, o era perfino stigmatizzata. E credo che non ci possiamo permettere di andare avanti così.

Qui il discorso: www.ted.com/talks/ken_robinson_says_scho..

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By Fàbio 2 | Lunedì, 2016-11-21 22:12:22

 Il mondo attuale è già   molto diverso da quello di qualche decennio fa. Le tecnologie informatiche fanno da "padrone" di questo periodo storico. La formazione deve adeguarsi, il nozionismo secondo me è del tutto inutile (abbiano google e wikipedia sempre in tasca, che ci serve sapere la capitale del Cile qual è?).

Il sistema formativo attuale e futuro deve favorire l'apprendimento del pensiero analitico. Il cittadino del futuro deve imparare a muoversi tra infinite fonti di informazioni, assimilarle e connetterle per generare nuove idee e valore!

La formazione del futuro deve formare "cuochi dell'informazione"! Gli ingredienti (le nozioni) sono ovunque e in abbondanza.

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ChieriOpen: esempio di come fare opendata territoriali (bene comune digitale)

By  Fabio | Giovedì, 17/11/2016 8:36

Ho trovato un bel caso studio su come generare opendata territoriali. Segnalo questa tesi di master: masl.digspes.unipmn.it/files/tesi/2016/G.. che oltre ad avere una ottima introduzione riguardante i beni comuni e gli opendata riporta un "piano operativo" da seguire per creare opendata intesi come una nuova forma di bene comune per il cittadino.

La tesina riporta il caso del Comune di Chieri ma il percorso ivi esposto può essere replicato facilmente in tutti gli ambiti pubblici in cui si generano "beni comuni digitali". beniComuniDigitali

Definito un obiettivo da raggiungere, attuando un approccio mirato i passi da compiere possono essere nell'ordine:

Fase 1) individuazione dell’ambito tematico del progetto di rilascio dei dati

Fase 2) individuazione degli interlocutori

Fase 3) divulgazione della conoscenza in tema di open data sul territorio

Fase 4) predisposizione di atti formali di adesione al sistema open data

Fase 5) individuazione dei dati da produrre

Fase 6) predisposizione dei dati, verifica, aggiornamento, supervisione dei dataset

Fase 7) revisione del dataset e preparazione alla pubblicazione

Fase 8) pubblicazione dei dati

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Il portale opendata europeo compie un anno e 600mila dataset

By  Fabio | Mercoledì, 16/11/2016 21:52

Il portale degli opendata europeo compie esattamente un anno, qui l'annuncio del compleanno: www.europeandataportal.eu/it/content/fir..

il portale attualmente conta ben 600mila dataset in 18 lingue. Sono stati postati anche 203 articolo&news e 124 "casi studio" tra cui la segnalazione dell'openFP7 FP7 hostato in questo sito (qui lo strumento open-FP7: www.fabiodisconzi.com/open-fp7/index.htm..)

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