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I computer già adesso riescono a fare cose per cui molta gente viene pagata! E quindi?

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:05

Durante la rivoluzione industriale l'umanità   ha avuto paura (per un breve periodo e senza tanta convinzione) che le macchine avrebbero rubato lavoro. Così non è stato, molti lavori da industriali sono passati ai servizi.

Ora si sta ripetendo una cosa in parte simile: i computer o meglio gli algoritmi di "machineLearning" ovvero di apprendimento automatico assieme a una quantità   di dati mai vista prima sono in grado di fare molte operazioni anche da "colletti bianchi". Se ci pensiamo bene, cosa fa un professionista del settore terziario/servizi? Sanno 1) leggere e scrivere; 2) parlare ed ascoltare 3) guardare le cose in modo analitico 4) integrare conoscenza.

Ecco i computer grazie all'apprendimento automatico (machine learning) in diversi settori sta iniziando a compiere egregiamente queste operazioni.

I computer già   adesso possono e riescono a fare cose per cui molta gente viene pagata! E quindi? Quindi è necessario ripensare i modelli sociali ed economici partendo da adesso. I cambiamenti saranno dirompenti e non possiamo permetterci il lusso di aspettare. Ma abbiamo una classe politica e dirigente in grado di gestire questi cambiamenti dirompenti?

Questo intervento tedx di Jeremy Howard · dataScientist "The wonderful and terrifying implications of computers that can learn" è davvero illuminante: www.ted.com/talks/jeremy_howard_the_wond..

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python su windows 10 a 64 bit

By  F. Libero | Venerdì, 12/05/2017 23:15

Per installare Python cosa devo fare? Funziona anche su windows? Ho windows 10 a 64 bit.

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By Fabio | Venerdì, 2017-05-12 23:28:41

 Certo che sì! Per prima cosa vai nel loro sito ufficiale dove trovi alcune versioni: www.python.it/download/ come vedi esiste una versione, al momento siamo alla 3.6.0: Python 3.6.0: Installer EXE per Windows x86-64 (per AMD64/EM64T/x64, non precessori Itanium).

Ti scarica un eseguibile da circa 30 mega, lo esegui, e ti ritrovi il gruppo di programmi python nel tuo pc.

Una video guida, chiara e semplice anche se non recente è questa: www.youtube.com/watch?v=_iX9CSX09Z8

programmazione dataScience

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By F. Libero | Sabato, 2017-08-12 18:50:18

 Fatto, funziona ma rispetto al video mi apre una console diversa. Non ho ben capito cosa intende il video con la idle, a me la console funziona subito, Forse la suddetta idle è già   contenuta nel pacchetto?

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Benarrivato portale opendata della Regione Sicilia!

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:29

Con piacere vi segnalo che da qualche giorno è online il portale ufficiale degli opendata per la Regione Sicilia! Davvero una bella notizia, ora non resta che popolarlo con quanti più dataset possibili.

Ecco il link al portale: dati.regione.sicilia.it/

Segnalo anche questo bell'articolo medium di Ciro Spataro uno dei ragazzi più "opendatari" della bellissima regione (che ha un potenziale turistico secondo me sfruttato al 2%): medium.com/@cirospat/le-persone-fanno-le-cose-dati-regione-sicilia-it-784c3fb91228

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Dove vanno in vacanza gli europei? Il Veneto (primo italiano) si posiziona al sesto posto (secondo la divisione NUTS)

By  Fabio | Mercoledì, 09/08/2017 22:20

Secondo la suddivisione NUTS 2 (nomenclatura delle unità   territoriali statistiche, in acronimo NUTS) le destinazioni turistiche preferite dagli europei sono quelle riportate nella figura.

Per l'Italia al primo posto il veneto che però si trova al sesto posto globale dopo diverse destinazioni spagnole, francesi e una della Croazia. Immaginavo che la Toscana e il Lazio riuscissero a richiamare molti più europei delle canarie. turismo

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Per risparmiare energia: tecnologia ma anche cultura e dati (ESI: Energy Social Informatics)

By  Fabio | Mercoledì, 09/08/2017 8:37

Per risparmiare energia (efficienzaEnergetica) il mero approccio ingegneristico/tecnico è quello di migliorare il rendimento di un generatore o impianto. Questo forse era accettato fino a qualche decennio fa mentre oggigiorno gli interventi devono essere molto più "analitici". Le tecnologie ICT e le innumerevoli possibilità   offerte dai sensori di misura hanno permesso la misura dei consumi energetici con un dettaglio molto più preciso e puntuale. Questo porta a interventi molto più mirati ed efficaci.

La cosiddetta “Energy Informatics” è un campo di ricerca, già   affermato (fortunatamente), inter-disciplinare, che sfruttando i dati informatici riesce a estrarre informazioni di alto valore utili per fare risparmio ed efficienza energetica.

Ma ci sono anche gli aspetti sociali da considerare! Mentre questi sono irrilevanti per un impianto industriale nel quale un operaio non ha la possibilità   di agire sui consumi energetici, essi sono del tutto rilevanti nel settore terziario e residenziale. Si pensi all'esempio della ristrutturazione edilizia nella quale vengono sostituite le finestre con modelli ad alte prestazioni. I risparmi sono sensibili ma vengono vanificati se gli occupanti aprono le finestre per esempio quando fumano una sigaretta.

Nel settore civile e soprattutto in ambito residenziale/terziario invece l’utilizzatore gioca un ruolo centrale. Per comprendere e descrivere i consumi energetici di un edificio, le tecnologie energetiche ed i dati devono integrarsi anche con le scienze sociali: la conoscenza, i comportamenti e le abitudini delle persone hanno un peso che non si può trascurare.

La “EnergyInformatics” deve inglobare le scienze sociali, si parla a questo punto di “Energy Social Informatics (ESI)”. energySocialInformatics

Una bella introduzione viene fornita da questo articolo: www.researchgate.net/publication/2877992..

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Lavorare con gli opendata: le barriere

By  Fabio | Lunedì, 01/05/2017 18:24

Tanti rapporti affermano che c'è molto valore da "liberare" grazie agli opendata. Gli opendata possono essere le nuove materie prime con cui alimentare una nuova rivoluzione economica. Però lavorare con gli opendata non è affatto facile! Tanto potenziale rimane ancora inespresso a causa di ostacoli e barriere. Ma di che natura sono le barriere per lavorare con gli opendata?

Le barriere che possono incontrare chi pubblica i dati o chi li ri-utilizza si possono definire entro 6 macro-categorie:

1. politiche: nel settore pubblico la volontà   (non sempre presente...) politica non si riflette in azioni; nel privato i manager spesso non investono risorse nell'esplorazione degli opendta;

2. organizzative: non sempre il rilascio degli opendata è parte integrante dei processi;

3. finanziarie: servono risorse sia per pubblicare i dati sia per esplorarli e riutilizzarli;

4. consapevolezza: soprattutto nel settore privato ancora non è chiaro l'enome valore contenuto negli opendata

5. legale/regolatorio: non sempre è ben chiaro alle amministrazioni che è obbligatorio che liberino i loro dati (già   pagati dai contribuenti); non sempre è chiaro che è obbligatoria la loro partecipazioni ad iniziative opendata;

6. tecniche: servono competenze adeguate sia per pubblicare che per analizzare e gestire i dati.

Per approfondire queste riflessioni basta scaricare e leggere il report Analytical Report 5: Barriers in working with Open Data dell'European Data Portal, link: www.europeandataportal.eu/sites/default/..

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By Bartolo Frame | Martedì, 2017-05-02 15:50:36

 Il problema politico secondo me è il più grande. Meno trasparente è la "cosa pubblica" e meno potere ha il cittadino... questo in caso di classe dirigente poco buona.

Viceversa, le amministrazioni illuminate spingono gli opendata appunto per mettere in chiaro come funzionano le cose.

E poi c'è quello tecnico: quanti sindaci/assessori sanno anche solo usare excel? Spesso siamo a dei livello tali che esiste quasi solo facebook e nemmeno il web.

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By Fabio | Mercoledì, 2017-08-09 08:26:24

 Altra forte barriera è l'accettabilità   sociale degli opendata da parte degli "stakeholder" (portatori di interesse ovvero aziende, istituzioni o cittadini). Ci sono dei casi molto interessanti che ho appena segnalato qui: www.fabiodisconzi.com/webzine/opendata/3..

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Le tecnologie che guideranno (guidano?) il futuro (il presente?)

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 12:24

Condivido e riporto questo bel diagramma scovato su twitter che sintetizza le tecnologie che guideranno l'immediato futuro. In alcuni casi si tratta di tecnologie già   "partite" che stanno già   impattando sul nostro presente.

Sono suddivise in 4 categorie che riporto brevemente:

- energia e ambiente: ce ne sono molte tra cui troviamo il CCS (cattura della CO2 e stoccaggio), smart grid (se ne parla da decenni speriamo sia la volta buona grazie ai dati), veicoli autonomi ed elettrici (stiamo facendo passi avanti incredibili), energia dal mare e dalle maree (spero riescano a tirar fuori qualcosa di buono), micro-impianti di generazione;

- materiali: famosi sono i nanotubi e il grafene, nanomateriali, etc.

- biotecnologie: sembra che l'informatica sia destinata a invadere anche il campo della biologia;

- digitali: secondo me faranno (o stanno facendo) la parte del leone con blockchain, IoT, bigdata analysis, intelligenza artificiale, il "quantum computing" se va in porto i micropocessori decuplicheranno e più la loro potenza di calcolo, robotica etc.

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Civic hacking grazie ai dati pubblici: ne hanno parlato in un convegno a Sassari il 19 giugno 2017

By  F. Libero | Domenica, 16/07/2017 12:17

Segnalo questo interessante evento tenutosi nel giugno 2017 a Sassari riguardante il legame tra dataJournalism e opendata: eventipa.formez.it/node/101370

Riporto la presentazione della giornata:

Riuso del patrimonio informativo pubblico per il data journalism e il monitoraggio civico - Convegno Sassari, 19 Giugno 2017 - ore 09:00

Data journalism e monitoraggiocivico attraverso il riuso informativo dei dati aperti della Pubblica amministrazione saranno al centro della discussione durante il convegno promosso dalla Direzione generale degli affari generali e della società   dell'informazione della Regione Sardegna e organizzato da Formez PA in collaborazione con l’Università   degli Studi di Sassari nell’ambito del progetto “OpenRAS – dati aperti per la trasparenza e l’accountability”.

Il convegno, al quale partecipano rappresentanti della amministrazione regionale, ricercatori, data journalists ed attivisti civici si articola in due sessioni tematiche, la prima dedicata al tema del giornalismo d'inchiesta, la seconda a esplorare le esperienze italiane di giornalismo dal basso e monitoraggio civico che utilizzano i dati aperti. I relatori risponderanno alle domande del pubblico al termine di ciascuna sessione.

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Licenze Opendata, privacy e diritto d'autore: che grandissimo casino

By  Fabio | Sabato, 15/07/2017 17:14

Vi propongo un video in cui un avvocato (Simone Aliprandi) spiega chiaramente la situazione "legislativa" che regola il diritto d'autore degli opendata.

Inoltre affronta per qualche minuto quello che ritengo essere uno dei problemi maggiori per lo sviluppo degli opendata ovvero l'intersezione tra licenze aperte e legge sulla privacy. Se una amministrazione pubblica rilascia un dataset con licenza cc-by oppure IODL2.0 si ha o non si ha la certezza che con quei dati io possa fare qualsiasi cosa?

La mia esperienza con open-dormire e open-consip mi porta a dire che NON si può fare quello che si vuole. Ma sarebbe bello si instaurasse una discussione in merito.

Intanto buona visone: www.youtube.com/watch?v=ZSwdxpRMweU Abbiamo diritto agli open data? (OpenDataDay, 4 marzo 2017)

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Introduzione all'IoT (ed altre cose su Google Cloud)

By  Fabio | Lunedì, 03/07/2017 7:16

Una definizione univoca dell'Internet of Things suppongo non ci sia. L'argomento è recente e ogni soggetto tende a definirlo con una propria sfumatura. Il concetto però è uguale per tutti sia che uno si interessi maggiormente a produrre i dispositivi da connettere, che le reti di trasmissione dei dati, che l'analisi dei dati oppure dello sviluppo di algoritmi per estrarre valore dai dati.

Spiega inoltre molto bene come funziona il mondo "dei sensori" e il tipo di informazioni che creano e trasmettono: metadati, informazioni di stato, informazioni comando e quelle che sono le informazioni "interessanti".

In questa bella video-presentazione di una piattaforma di Google, nei primi 20 minuti il concetto di Iot viene presentato in modo secondo me molto sintetico e chiaro. Buona visione: www.youtube.com/watch?v=8NbP07OEGsQ

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