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Lisbona: sarà la nuova capitale delle startup in Europa?

By  Fabio | Martedì, 15/11/2016 18:55

Solo pochi anni fa Lisbona e il Portogallo in generale non navigavano in buone acque, anzi, l'iniziale dei paesi "PIGS" era proprio il Portugal.

Dopo essersi rimboccati le maniche però, gli amministratori portoghesi hanno fatto un ottimo lavoro tanto da riuscire ad attrarre negli ultimi anni alcune delle migliori startup a livello europeo.

Se ne parla in questo articolo: www.weforum.org/agenda/2016/11/forget-be..

Already Lisbon has earned the right to host Europe's biggest tech conference, Web Summit, this month. Now hopes are high that this will accelerate investment in new ventures, and reverse a brain drain of young entrepreneurs following Portugal's deepest economic slump in 40 years.

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By F. Libero | Martedì, 2016-11-15 19:24:56

 Complimenti al Portogallo! In Italia la situazione è molto diversa: attualmente c'è un fuggi-fuggi generale di molti dei migliori cervelli, sostituiti da, per carità   nulla di negativo, persone poco formate e di diversa cultura. Di certo non futuri (almeno a breve) imprenditori o fondatori di start up.

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By Tablet4n | Martedì, 2016-11-22 23:33:16

 Scusate ma come può Lisbona competere Berlino e con la non più comunitaria Londra?

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La scuola (come era concepita fino a qualche anno fa) uccide la creatività

By  testuser01 | Domenica, 20/11/2016 22:04

Questo discorso sulla formazione è uno dei più visti in assoluto di tutti i tedx. Ken Robinson con una sagacia fuori dal comune porta delle argomentazioni a favore della tesi che "l'organizzazione scolastica attuale uccide la creatività  ".

L'attuale sistema formativo è basato sulla società   post-rivoluzione industriale, centrato sul formare per trovare un lavoro (industriale). Ora il mondo è completamente diverso, abbiamo soddisfatto in modo egregio una categoria di bisogni, quindi il futuro dell'istruzione deve facilitare il soddisfacimento dei bisogni di categoria superiore.

Il centro di tutto il discorso di Ken Robinson è questo:

Il nostro sistema educativo è basato sull'idea di abilità   accademiche. E c'è una ragione. Tutto il sistema è stato inventato – in tutto il mondo non c'erano scuole pubbliche prima del XIX secolo. Furono create per venire incontro ai fabbisogni industriali. Quindi la gerarchia è fondata su due idee. Numero uno: che le discipline più utili per il lavoro sono in cima. Voi probabilmente siete stati benignamente allontanati da cose che vi piacevano da bambini a scuola, sulla base che non avreste mai trovato un lavoro facendo quello, no? Non fare musica, non diventerai un musicista; non fare arte, non sarai un artista. Avvisi benevoli – ma ora profondamente sbagliati. Il mondo intero è in subbuglio. E, punto secondo, è l'abilità   accademica che oggi domina la nostra idea d'intelligenza, perché le università   hanno creato il sistema a loro immagine. Se ci pensate, tutto il sistema della pubblica istruzione, in tutto il mondo, si concentra sull'ammissione all'università  . E la conseguenza è che tante persone di talento, persone brillanti, creative, credono di non esserlo. Perché la cosa per la quale erano bravi a scuola non le si dava valore, o era perfino stigmatizzata. E credo che non ci possiamo permettere di andare avanti così.

Qui il discorso: www.ted.com/talks/ken_robinson_says_scho..

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By Fàbio 2 | Lunedì, 2016-11-21 22:12:22

 Il mondo attuale è già   molto diverso da quello di qualche decennio fa. Le tecnologie informatiche fanno da "padrone" di questo periodo storico. La formazione deve adeguarsi, il nozionismo secondo me è del tutto inutile (abbiano google e wikipedia sempre in tasca, che ci serve sapere la capitale del Cile qual è?).

Il sistema formativo attuale e futuro deve favorire l'apprendimento del pensiero analitico. Il cittadino del futuro deve imparare a muoversi tra infinite fonti di informazioni, assimilarle e connetterle per generare nuove idee e valore!

La formazione del futuro deve formare "cuochi dell'informazione"! Gli ingredienti (le nozioni) sono ovunque e in abbondanza.

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ChieriOpen: esempio di come fare opendata territoriali (bene comune digitale)

By  Fabio | Giovedì, 17/11/2016 8:36

Ho trovato un bel caso studio su come generare opendata territoriali. Segnalo questa tesi di master: masl.digspes.unipmn.it/files/tesi/2016/G.. che oltre ad avere una ottima introduzione riguardante i beni comuni e gli opendata riporta un "piano operativo" da seguire per creare opendata intesi come una nuova forma di bene comune per il cittadino.

La tesina riporta il caso del Comune di Chieri ma il percorso ivi esposto può essere replicato facilmente in tutti gli ambiti pubblici in cui si generano "beni comuni digitali". beniComuniDigitali

Definito un obiettivo da raggiungere, attuando un approccio mirato i passi da compiere possono essere nell'ordine:

Fase 1) individuazione dell’ambito tematico del progetto di rilascio dei dati

Fase 2) individuazione degli interlocutori

Fase 3) divulgazione della conoscenza in tema di open data sul territorio

Fase 4) predisposizione di atti formali di adesione al sistema open data

Fase 5) individuazione dei dati da produrre

Fase 6) predisposizione dei dati, verifica, aggiornamento, supervisione dei dataset

Fase 7) revisione del dataset e preparazione alla pubblicazione

Fase 8) pubblicazione dei dati

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Il portale opendata europeo compie un anno e 600mila dataset

By  Fabio | Mercoledì, 16/11/2016 21:52

Il portale degli opendata europeo compie esattamente un anno, qui l'annuncio del compleanno: www.europeandataportal.eu/it/content/fir..

il portale attualmente conta ben 600mila dataset in 18 lingue. Sono stati postati anche 203 articolo&news e 124 "casi studio" tra cui la segnalazione dell'openFP7 FP7 hostato in questo sito (qui lo strumento open-FP7: www.fabiodisconzi.com/open-fp7/index.htm..)

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Per avere qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto

By  testuser01 | Lunedì, 14/11/2016 22:09

Segnalo questo interessante video di un discorso tenuto ai famosi TEDx di Stefano Scozzese (questo era il TEDx di Verona del, suppongo, 2014).

Ci sono alcune interessanti osservazioni, soprattutto quando racconta l'aneddoto dell'anziano che chiede a ripetizione:

"Quanti anni hai e quanti soldi hai?"

Ecco il link su youtube: www.youtube.com/watch?v=ThrV0jMItZ4

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By Fàbio 2 | Giovedì, 2016-11-10 19:33:36

 Siamo ancora in fase di test della bacheca. Questo spazio è dedicato ai commenti che possono essere di massimo 700 battute.

Anche nello spazio commenti valgono gli hashtag, infatti: postdiservizio.

Il video è molto interessante.

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By testuser01 | Lunedì, 2016-11-14 20:34:44

 Anche nei tedx italiani ci sono spesso degli ottimi interventi. Basta avere un po' di pazienza nella ricerca soprattutto in youtube: www.youtube.com/

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By Fabio | Lunedì, 2016-11-14 22:08:36

 Molto bella la parte sui "grandi libri da autogrill".

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Opendata: la pagina che troviamo su wikipedia

By  testuser01 | Lunedì, 14/11/2016 13:38

Segnalo la pagina su Wikipedia dedicata agli opendata: it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti

mi sembra piuttosto completa e perfetta per dare una prima infarinatura sull'argomento. Il paragrafo iniziale è il seguente:

I dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese open data anche nel contesto italiano, sono dati liberamente accessibili a tutti le cui eventuali restrizioni sono l'obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati sempre aperta.

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By Fabio | Lunedì, 2016-11-14 13:40:26

 Ottimo spunto. La cosa secondo me più importante è che siano organizzati in database o meglio ancora in file con i dati grezzi tipo .csv. Devo però essere completi, dovrebbero avere a corredo un testo che spiega il significato dei vari campi (delle colonne).

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