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Automazione, machine learning e robot non ci rubano il lavoro, ci spingono a inventarne di nuovi

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:27

Finalmente un ottimista! automazione spinta, robot e machineLearning non "ruberanno" lavoro ma liberando tempo e risorse all'umanità   ci spingeranno a crearne di nuovi! Questo è il succo del bellissimo intervento di David Autor al TEDx di Cambridge: www.ted.com/talks/david_autor_why_are_th..

Di certo non abbiamo ancora capito quali saranno questi nuovi lavori (maestri di yoga o cacciatori di professionisti di pokemon...?) ma come già   successo nel processo simile del passaggio da società   agricola a società   industriale, secondo lo speaker, ci saranno dei benefici. L'attuale scomparsa di molti scalini della "scala sociale" (se non si fa nulla ci saranno professionisti con bei lavori stra-pagati e lavori poco interessanti pagati male senza classe intermedia) non è sostenibile e qualcosa va fatto.

Buona visione!

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8 passi per diventare un dataScientist (infografica)

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:00

L'infografica mostra in 8 passi come diventare un dataScientist (percorso semplificato ma concreto). Secondo me dopo i passi 1, 2 3 il percorso è in discesa. Dopo aver acquisito le basi scientifiche di matematica, statistica e machine learning (rudimenti di informatica), dopo aver imparato a programmare ed aver capito le basi dei database serve solo fortuna e buona volontà  .

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Arrivato il Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione

By  Bartolo Frame | Giovedì, 01/06/2017 13:52

Guardate questo sito: pianotriennale-ict.italia.it/

E' aperto alla consultazione il Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione

«Stiamo introducendo una modalità   di partecipazione completamente nuova, certi che per raggiungere l’obiettivo della trasformazione digitale dei servizi della Pubblica Amministrazione si debba agire in maniera collaborativa»

pubblicaAmministrazione informatica

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By Fabio | Sabato, 2017-08-12 19:44:31

 Interessante. Secondo me la parte più importante per gestire la trasformazione ed anzi accelerarla sono le persone. Sfogliando velocemente il sito non mi ha dato l'impressione di investire molto sulle persone. Corriamo il rischio di avere infrastrutture potenti e moderne ma di avere la segretaria che scannerizza lo schermo per stampare una email da mandare al direttore.

Riporto. Il Piano definisce:

- le linee operative di sviluppo dell’informatica pubblica;

- il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA;

- gli investimenti ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Goveno.

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I computer già adesso riescono a fare cose per cui molta gente viene pagata! E quindi?

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:05

Durante la rivoluzione industriale l'umanità   ha avuto paura (per un breve periodo e senza tanta convinzione) che le macchine avrebbero rubato lavoro. Così non è stato, molti lavori da industriali sono passati ai servizi.

Ora si sta ripetendo una cosa in parte simile: i computer o meglio gli algoritmi di "machineLearning" ovvero di apprendimento automatico assieme a una quantità   di dati mai vista prima sono in grado di fare molte operazioni anche da "colletti bianchi". Se ci pensiamo bene, cosa fa un professionista del settore terziario/servizi? Sanno 1) leggere e scrivere; 2) parlare ed ascoltare 3) guardare le cose in modo analitico 4) integrare conoscenza.

Ecco i computer grazie all'apprendimento automatico (machine learning) in diversi settori sta iniziando a compiere egregiamente queste operazioni.

I computer già   adesso possono e riescono a fare cose per cui molta gente viene pagata! E quindi? Quindi è necessario ripensare i modelli sociali ed economici partendo da adesso. I cambiamenti saranno dirompenti e non possiamo permetterci il lusso di aspettare. Ma abbiamo una classe politica e dirigente in grado di gestire questi cambiamenti dirompenti?

Questo intervento tedx di Jeremy Howard · dataScientist "The wonderful and terrifying implications of computers that can learn" è davvero illuminante: www.ted.com/talks/jeremy_howard_the_wond..

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python su windows 10 a 64 bit

By  F. Libero | Venerdì, 12/05/2017 23:15

Per installare Python cosa devo fare? Funziona anche su windows? Ho windows 10 a 64 bit.

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By Fabio | Venerdì, 2017-05-12 23:28:41

 Certo che sì! Per prima cosa vai nel loro sito ufficiale dove trovi alcune versioni: www.python.it/download/ come vedi esiste una versione, al momento siamo alla 3.6.0: Python 3.6.0: Installer EXE per Windows x86-64 (per AMD64/EM64T/x64, non precessori Itanium).

Ti scarica un eseguibile da circa 30 mega, lo esegui, e ti ritrovi il gruppo di programmi python nel tuo pc.

Una video guida, chiara e semplice anche se non recente è questa: www.youtube.com/watch?v=_iX9CSX09Z8

programmazione dataScience

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By F. Libero | Sabato, 2017-08-12 18:50:18

 Fatto, funziona ma rispetto al video mi apre una console diversa. Non ho ben capito cosa intende il video con la idle, a me la console funziona subito, Forse la suddetta idle è già   contenuta nel pacchetto?

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Benarrivato portale opendata della Regione Sicilia!

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 13:29

Con piacere vi segnalo che da qualche giorno è online il portale ufficiale degli opendata per la Regione Sicilia! Davvero una bella notizia, ora non resta che popolarlo con quanti più dataset possibili.

Ecco il link al portale: dati.regione.sicilia.it/

Segnalo anche questo bell'articolo medium di Ciro Spataro uno dei ragazzi più "opendatari" della bellissima regione (che ha un potenziale turistico secondo me sfruttato al 2%): medium.com/@cirospat/le-persone-fanno-le-cose-dati-regione-sicilia-it-784c3fb91228

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Dove vanno in vacanza gli europei? Il Veneto (primo italiano) si posiziona al sesto posto (secondo la divisione NUTS)

By  Fabio | Mercoledì, 09/08/2017 22:20

Secondo la suddivisione NUTS 2 (nomenclatura delle unità   territoriali statistiche, in acronimo NUTS) le destinazioni turistiche preferite dagli europei sono quelle riportate nella figura.

Per l'Italia al primo posto il veneto che però si trova al sesto posto globale dopo diverse destinazioni spagnole, francesi e una della Croazia. Immaginavo che la Toscana e il Lazio riuscissero a richiamare molti più europei delle canarie. turismo

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Per risparmiare energia: tecnologia ma anche cultura e dati (ESI: Energy Social Informatics)

By  Fabio | Mercoledì, 09/08/2017 8:37

Per risparmiare energia (efficienzaEnergetica) il mero approccio ingegneristico/tecnico è quello di migliorare il rendimento di un generatore o impianto. Questo forse era accettato fino a qualche decennio fa mentre oggigiorno gli interventi devono essere molto più "analitici". Le tecnologie ICT e le innumerevoli possibilità   offerte dai sensori di misura hanno permesso la misura dei consumi energetici con un dettaglio molto più preciso e puntuale. Questo porta a interventi molto più mirati ed efficaci.

La cosiddetta “Energy Informatics” è un campo di ricerca, già   affermato (fortunatamente), inter-disciplinare, che sfruttando i dati informatici riesce a estrarre informazioni di alto valore utili per fare risparmio ed efficienza energetica.

Ma ci sono anche gli aspetti sociali da considerare! Mentre questi sono irrilevanti per un impianto industriale nel quale un operaio non ha la possibilità   di agire sui consumi energetici, essi sono del tutto rilevanti nel settore terziario e residenziale. Si pensi all'esempio della ristrutturazione edilizia nella quale vengono sostituite le finestre con modelli ad alte prestazioni. I risparmi sono sensibili ma vengono vanificati se gli occupanti aprono le finestre per esempio quando fumano una sigaretta.

Nel settore civile e soprattutto in ambito residenziale/terziario invece l’utilizzatore gioca un ruolo centrale. Per comprendere e descrivere i consumi energetici di un edificio, le tecnologie energetiche ed i dati devono integrarsi anche con le scienze sociali: la conoscenza, i comportamenti e le abitudini delle persone hanno un peso che non si può trascurare.

La “EnergyInformatics” deve inglobare le scienze sociali, si parla a questo punto di “Energy Social Informatics (ESI)”. energySocialInformatics

Una bella introduzione viene fornita da questo articolo: www.researchgate.net/publication/2877992..

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Lavorare con gli opendata: le barriere

By  Fabio | Lunedì, 01/05/2017 18:24

Tanti rapporti affermano che c'è molto valore da "liberare" grazie agli opendata. Gli opendata possono essere le nuove materie prime con cui alimentare una nuova rivoluzione economica. Però lavorare con gli opendata non è affatto facile! Tanto potenziale rimane ancora inespresso a causa di ostacoli e barriere. Ma di che natura sono le barriere per lavorare con gli opendata?

Le barriere che possono incontrare chi pubblica i dati o chi li ri-utilizza si possono definire entro 6 macro-categorie:

1. politiche: nel settore pubblico la volontà   (non sempre presente...) politica non si riflette in azioni; nel privato i manager spesso non investono risorse nell'esplorazione degli opendta;

2. organizzative: non sempre il rilascio degli opendata è parte integrante dei processi;

3. finanziarie: servono risorse sia per pubblicare i dati sia per esplorarli e riutilizzarli;

4. consapevolezza: soprattutto nel settore privato ancora non è chiaro l'enome valore contenuto negli opendata

5. legale/regolatorio: non sempre è ben chiaro alle amministrazioni che è obbligatorio che liberino i loro dati (già   pagati dai contribuenti); non sempre è chiaro che è obbligatoria la loro partecipazioni ad iniziative opendata;

6. tecniche: servono competenze adeguate sia per pubblicare che per analizzare e gestire i dati.

Per approfondire queste riflessioni basta scaricare e leggere il report Analytical Report 5: Barriers in working with Open Data dell'European Data Portal, link: www.europeandataportal.eu/sites/default/..

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By Bartolo Frame | Martedì, 2017-05-02 15:50:36

 Il problema politico secondo me è il più grande. Meno trasparente è la "cosa pubblica" e meno potere ha il cittadino... questo in caso di classe dirigente poco buona.

Viceversa, le amministrazioni illuminate spingono gli opendata appunto per mettere in chiaro come funzionano le cose.

E poi c'è quello tecnico: quanti sindaci/assessori sanno anche solo usare excel? Spesso siamo a dei livello tali che esiste quasi solo facebook e nemmeno il web.

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By Fabio | Mercoledì, 2017-08-09 08:26:24

 Altra forte barriera è l'accettabilità   sociale degli opendata da parte degli "stakeholder" (portatori di interesse ovvero aziende, istituzioni o cittadini). Ci sono dei casi molto interessanti che ho appena segnalato qui: www.fabiodisconzi.com/webzine/opendata/3..

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Le tecnologie che guideranno (guidano?) il futuro (il presente?)

By  Fabio | Sabato, 19/08/2017 12:24

Condivido e riporto questo bel diagramma scovato su twitter che sintetizza le tecnologie che guideranno l'immediato futuro. In alcuni casi si tratta di tecnologie già   "partite" che stanno già   impattando sul nostro presente.

Sono suddivise in 4 categorie che riporto brevemente:

- energia e ambiente: ce ne sono molte tra cui troviamo il CCS (cattura della CO2 e stoccaggio), smart grid (se ne parla da decenni speriamo sia la volta buona grazie ai dati), veicoli autonomi ed elettrici (stiamo facendo passi avanti incredibili), energia dal mare e dalle maree (spero riescano a tirar fuori qualcosa di buono), micro-impianti di generazione;

- materiali: famosi sono i nanotubi e il grafene, nanomateriali, etc.

- biotecnologie: sembra che l'informatica sia destinata a invadere anche il campo della biologia;

- digitali: secondo me faranno (o stanno facendo) la parte del leone con blockchain, IoT, bigdata analysis, intelligenza artificiale, il "quantum computing" se va in porto i micropocessori decuplicheranno e più la loro potenza di calcolo, robotica etc.

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